La storia

Il territorio di Castelnovo era abitato almeno mille anni prima di Cristo, come testimoniano reperti archeologici ritrovati in questi ultimi anni. Parlando di reperti che testimoniano l'attività dell'uomo in queste zone è interessante il ritrovamento di alcuni cocci ceramici decorati, risalenti al XV-XVII secolo, ritrovati in Loc. Cruz (di Castelnovo) ove era ubicata una fornace.

I cocci sono stati restaurati ed esposti in mostra permanente dal nome "Scodelle", presso "Villa Sulis" sita in località Costa,17 di Castelnovo del Friuli.

La sua storia più recente è legata alle vicende del castello, che sorgeva sul colle dove ora si trova la chiesa del " Borc" dedicata a San Nicolò, in località Vigna.  

Ciò che oggi funge da campanile, era in origine una delle antiche torri del maniero.

La costruzione del castello può essere collocata attorno al 920 D.C.; la cosa più probabile, secondo alcuni storici, è che il Castello sia stato fatto costruire da una famiglia nobile bavarese, la quale gli avrebbe dato il nome di "Nauhaus" (casa nuova). Il feudo del castello comprendeva allora quattro "ville": Castelnovo, Travesio, Usago e Lestans.

La sorte ha voluto che questo castello più degli altri, abbia visto continuamente mutare feudatari, signori o comunque dominatori che lo hanno posseduto in conseguenza di questi continui cambiamenti di proprietà, spesso cruenti, il popolo viveva sfruttato e in miseria.
A questa già precaria situazione si aggiungevano sventure e calamità naturali quali la peste, la carestia, la siccità e i terremoti, per dare l'idea di quelle che dovevano essere le condizioni di vita degli abitanti di queste terre.

Gli episodi nefasti

Va ricordato, particolarmente nefasto, l'anno 1348, nel corso del quale prima un terremoto (avvenuto il 25 gennaio e considerato il più intenso e distruttivo di tutti i tempi) e poi la peste, fecero danni immani e vittime non quantificabili.

Per quanto riguarda i dominatori di Castelnovo, va detto che, particolarmente scellerato fu l'esercizio del potere da parte dei Savorgnan, che regnarono per quasi tre secoli, e sottoposero il popolo ad ogni sorta di angherie ed ingiustizie.

I dati riferiti alla popolazione, tratti da un documento ufficiale datato 6 settembre 1784, parlano di 1.600 abitanti nelle allora sei contrade di Castelnovo (Oltrerugo, Mondel, Riviera, Vidunza, Celante e Paludea) di cui 500 condannati ad emigrare e 659 costretti a questuare in condizioni di estrema povertà.

La famiglia dei Savorgnan si estinse nel 1856. Questo evento segnò l'inizio di una vita più libera per le popolazioni locali che per la prima volta nella storia si trovarono a vivere senza un dominatore.

Estinta la famiglia, anche per il castello iniziò un inesorabile decadimento fino a quando si ridusse in rovina.

Successivamente, nel 1887, le sue rovine furono utilizzate per costruire la chiesa di San Nicolò; la torre principale venne ripristinata e adibita a torre campanaria.