Palestra Roccia Delle ''Guardie'' - Località Noraz


LA PALESTRA DEL CUARGNUL IN VAL DI COSA

 
Per cortese concessione del presidente Sedran si è avuta l'occasione di stralciare dall'interessante pubblicazione edita per celebrare il ventennale del CAI Spilimberghese la seguente fascinosa cronistoria alla scoperta della "Palestra del Cuargnul" nel territorio della Comunità Montana.

Siamo nel lontano 1978 ed un gruppo di baldi giovani, Enrico, Giorgio e Sandro freschi freschi di Corso Roccia ed un certo Renato di origine sacilese, già Istruttore di Roccia a Pordenone, ma trasferitosi da poco a Spilimbergo per mettere su famiglia, formano la prima timida avanguardia di quello che diventerà, dopo l'incontro con un certo Marcello, da poco divenuto Istruttore Nazionale, una realtà nel CAI di Spilimbergo: la nascita del Gruppo Roccia e la fondazione della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo.

Questi nostri baldi giovani avendo entusiasmo tanto, coraggio così così e tecnica poca, per migliorare, iniziano a frequentare delle palestre naturali di roccia così da affinare la sottile arte dell' arrampicata; trovandosi queste palestre lontane da Spilimbergo, decidono di ricercare una più vicina a casa.
Inizia così uma sistematica ricerca di ogni pezzo di roccia affiorante sui colli e prealpi delle nostre valli: Val Cosa, Val Tramontina, Val d'Arzino; ricerca ostacolata dalla qualità delle rocce incontrate (o troppo friabili o, per l'epoca inaccessibili), dagli onnipresenti rovi e dai brontolamenti di mamme, mogli, nonne e morose. Ecco però che, un giorno, dopo una lunga e faticosa risalita del Torrente Cosa dal laghetto del Tul, l'incontro fatale avviene: un bel gruppo di rocce calcaree, lavorate dall'acqua, immerse nel verde dei lecci e dei cornioli, dominanti la pianura sottostante! E' amore a prima vista.  

Immediatamente iniziano i lavori di pulizia della roccia da rovi ed erbacce e di sistemazione del sentiero di accesso; si individuano i primi itinerari che si chiodano per renderli sicuri ed accessibili a tutti; subito la palestra viene chiamata "del Cuargnui" in onore a queste piante presenti lungo il sentiero e sulle pareti, ma anche per rievocare il detto "Dur come un cuargnul", per noi di auspicio ed autoironia La palestra ha ora una ventina di itinerari, tutti lunghi sui 20-30 m., vari come tipo di arrampicata e come difficoltà di tipo classica, essa‚ ideale per chi, dopo aver frequentato un Corso Roccia, inizia a cimentarsi da solo.
Viene usata da molti alpinisti della nostra provincia e dai Corsi di Roccia della nostra Sezione; periodicamente si risistemano le chiodature delle vie, le soste e si ripulisce il sentiero dai rovi.

In anni successivi l'alpinismo ha subito notevoli trasformazioni; l'avvento dell'arrampicata sportiva ha portato ad una nuova concezione di palestra di arrampicata dove ora contano soprattutto le difficoltà, la chiodatura a spit sicurissima, la preparazione fisico-atletica e la performance individuale.
La palestra dei Cuargnui però mantiene ancora il suo fascino antico: si deve camminare per circa venti minuti nel bosco per accedervi, sta in un luogo isolato dalla confusione di paesi e strade, ma domina con lo sguardo la Valle del Cosa, la pianura sottostante ed il colle con la chiesa di Vigna. Arrampicando si possono dimenticare eroismi e competizioni e ci si può godere l'armonia della natura e dei propri gesti, l'amicizia e gli scherzi dei compagni di cordata, il rumore del bosco e del torrente.  

Fra gli itinerari presenti ne segnaliamo alcuni: i più belli, a nostro parere:

- "Il Fungo", la prima via tracciata sulla palestra;
- "Giochi Proibiti", tecnica ed elegante;
- "I Gialli", sinuosa e con un passo impegnativo;
- "Le Gocce d'Acqua", la linea ideale alla Comici;
- "Super Gulp", che supera placche difficili nei punti deboli;
- "Brodo di Giuggiole", un diedro quasi dolomitico.

Vie d'accesso alla "Parete": da Spilimbergo si giunge a Travesio, qui si prende la strada per Clauzetto, si superano Paludea, Almadis e Mulinars (diga del Tul), quindi si passa il ponte sul Rio Cevrid che si lascia sulla propria destra salendo; 500 metri dopo il ponte si trova il bivio per Raunia: svolta sinistra prima di un nuovo ponte sul Rio Cevrid (cartello).

Si segue la strada stretta e asfaltata e, dopo una serie di curve si giunge a Raunia; qui la strada diventa bianca.
Al bivio si prende la stradina di destra (salita) che termina in uno spiazzo ove si lascia la macchina. Da qui parte il sentiero che porta al lago del Tul; lo si percorre per una decina di metri, poi si gira a destra e si entra nel bosco (passaggio in mezzo agli alberi) e si segue sempre il sentiero segnato fino ad un bivio segnalato ove si svolta a sinistra e si taglia in costa fino alla palestra.  

NOTE Dall'articolo "La Palestra dei Cuargnui in Vai Cosa" di Enrico Artini - a pag.71 della pubblicazione celebrativa del Ventennale del CAI Spilimberghese)