Le passeggiate per i "Trois"

Il troi tradotto può essere sentiero, mulattiera o, comunque, percorso stretto via di comunicazione di primaria importanza quando il territorio era tutto abitato e sfruttato dal punto di vista agricolo.

Esso penetrava oltre ogni ostacolo nel territorio in maniera capillare, collegando fra loro le borgate, le stalle con le latterie, le case con le scuole e con le chiese.

Le cellule del troi erano le pietre lavorate a mano e levigate dal tempo, ora incastrate tra loro a costituirne il selciato, la "clapadoria", ora a delimitarne il tracciato come muretto. I trois possono essere visti, oggi, che la strada asfaltata li ha resi non più indispensabili, delle opere d'arte povera sul territorio, se si osservano le levigazioni delle pietre e gli incastri "a secco" (senza malte) che tutt'oggi, muri, selciati o gradini che essi siano, resistono al tempo più che il cemento.

Alcuni di essi sono ormai quasi sommersi dalla vegetazione selvaggia, altri ancora percorribili, individuabili, recuperabili altri ancora, purtroppo, soppiantati o sventrati da piste tracciate forse troppo in fretta, senza sensibilità e senza lungimiranza.

Oggi che la ricostruzione post-terremoto 1976 è terminata, si può e si deve pensare a ripristinare queste vie di comunicazione, operando perché solchino prati e boschi magari di nuovo curati. Riscoprire i trois è riscoprire ogni lembo di terra con il suo nome, una miriade di nomi che si può dire costituivano il catasto dei nostri vecchi, un catasto senza fogli e mappali che oggi va scomparendo e rimane solamente nella memoria di alcuni, come i soprannomi delle famiglie, come alcuni vocaboli del friulano come quindi parte della nostra storia.